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UNA BRICIOLA DI …STORIA Il paese di Piscina, distante poco più di otto chilometri da Pinerolo era, da tempi antichissimi, disposto in “Cantoni” sui confini di quattro Comuni: Cumiana, Tavernette, Airasca e Scalenghe. La popolazione di Piscina, data l’esigua distanza dai Capoluoghi dei singoli territori, da sempre aveva cercato di crearsi una propria identità. Le prove sono tangibili: la fondazione della parrocchia, nel 1609, da parte dei residenti dei territori dei Cantoni; l’Ala comunale, costruita dai parrocchiani delle borgate nel 1699 a proprie spese ad uso proprio e dei forestieri (così recita l’iscrizione in latino posta sul pilastro centrale); la Chiesa parrocchiale, costruita nel 1766 al posto dell’antica cappella, grazie ad una pubblica sottoscrizione dove tutti si erano privati di qualche bene per poterla realizzare. Il territorio di Piscina era appartenuto fin dal Medioevo alla comunità di Tavernette, che era legata al Feudo di Frossasco. La comunità di Tavernette era costituita dalle borgate Piscina e dal Capoluogo Oliva. Data l’esigua distanza tra il capoluogo e la borgata, considerato poi che le strade erano spesso inagibili a causa delle esondazioni dei torrenti Noce e Rio Torto, e che le stesse erano insicure per i frequenti agguati dei briganti, numerosi e notevoli erano le scaramucce, non solo verbali, tra i Consiglieri di Piscina e quelli di Oliva. Nel maggio del 1781 i particolari possidenti di Piscina sottoscrissero una supplica a S.M. il Re di Sardegna per potersi congregare nelle adunanze del Consiglio nella borgata di Piscina, elencando una serie di motivazioni ed impegnandosi a versare allo stato una notevole somma di denaro. Il Senato di Sua Maestà autorizzò questa “Congrega” e conferì agli abitanti di Piscina le “Patenti Senatoriali”. Negli anni successivi, sia gli abitanti dell’Oliva sia i particolari fondatori della Parrocchia di San Grato, si opposero a queste “Patenti” iniziando una lunghissima serie di ricorsi e di proteste. Al di là delle Alpi, intanto, la Rivoluzione francese iniziava a diffondere gli ideali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. Anche nelle terre piemontesi ebbero luogo contestazioni guidate dai Giacobini. Durante i disordini generali, nel 1797, i Consiglieri e gli abitanti di Piscina, con un “colpo di mano” si impossessarono dei registri comunali e catastali (erano entrati armati all’interno della casa ove erano archiviati) e li trasportarono nella Casa delle Adunanze di Piscina. A seguito del ricorso dei particolari dell’Oliva, il Notaio Segretario di Frossasco, in virtù delle Patenti Senatoriali, diede ragione ai Piscinesi. Dal 1798, dunque, le adunanze della Comunità di Tavernette si svolsero nella borgata Piscina. Tutte quelle vicende condussero al 17 marzo 1801, quando il neonato Governo Repubblicano Francese, appena costituita la Repubblica Cisalpina, emanò, a seguito di una supplica dei possidenti dell’Oliva, il decreto che scorporò il territorio dell’Oliva da quello di Piscina, formando così due distinte Municipalità.
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